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Fotografia

Parrot Anafi Recensione di un drone con videocamera HDR 4K che fa video da urlo

Drone Parrot Anafi

9.5

Qualità/prezzo

8.5/10

Software

9.5/10

Fattore Divertimento

10.0/10

Telecamera

10.0/10

Semplicità d'uso

9.5/10

Pros

  • Telecamera mai vista in un drone
  • Facilissimo da pilotare
  • Leggerissimo (l'Anafi...il controller no)
  • Buona autonomia della batteria
  • Vari accessori inclusi

Cons

  • Troppi sbalzi di prezzo
  • Niente sensori anticollisione
  • Controller che a volte si fa scappare lo smartphone
  • Batteria di riserva troppo costosa
  • Manca la custodia per il controller (acquistabile a parte)

Parrot Anafi Recensione di un drone con videocamera HDR 4K che fa video da urlo. Eccone Pro e Contro.

 

Confezione, packaging e apparenza sono in linea con un prodotto che da mercato va dai 600 ai 700 euro: tutto è curato e lussuoso, con tanto di

  • lettera di presentazione del Parrot Anafi
  • eliche di ricambio (con accessorio per il montaggio/smontaggio), che di solito costano 20 euro
  • custodia rigida per il drone
  • controller
  • microUSD Sandisk (con relativo adattatore)
  • guida di utilizzo rapido
  • guida per la sicurezza in volo, il tutto multilingua.

Non ho trovato il manuale, che tuttavia è reperibile online cliccando qui. Certo, sarebbe stato apprezzato, ma capisco che 50 pagine di manuale per ciascuna lingua avrebbe trasformato la confezione in un mattone.

Parrot Anafi Recensione di un drone non solo per piloti provetti

Non è il mio primo drone, ho già guidato robette mini che mi hanno spaccato casa e uno con telecamera che mi ha generato una discreta ansia perché in quanto economico, dovevi tenerlo su e contemporaneamente gestire la videocamera. La prima volta praticamente sono andato nel panico e ho lasciato il controller, urlando come una ragazza pon pon.

Questo è di una categoria (forse tre o quattro) superiore ma ciò non significa sia per esperti piloti. Anzi, la cura nei dettagli della Parrot si rivela in un software funzionale, FreeFlight6, aggiornato (nemmeno il tempo di accenderlo e ha fatto l’aggiornamento a sé stesso, il drone e il controller) e pieno zeppo di funzioni che vanno dalla guida alla calibrazione, passando per la qualità e lo stile delle registrazioni video, continuando con la mappa (scaricabile, così da poter essere usata offline), la gestione della memoria (microSD Sandisk da 16 Gb inclusa con tanto di adattatore per riversare tutto su PC…ve l’avevo detto dei dettagli, no?) e dei contenuti (scaricabili in modo wireless volendo alla memoria dello smartphone connesso) e talmente tanta altra roba da non sapere da dove cominciare.

La bellezza di tutto ciò è che è comprensibile anche per chi non ha il patentino, semplice da impostare, facile da trovare e – dulcis in fundo – gestibile senza il minimo patema pure durante il volo. Penso ad esempio allo switch da foto a video, gestito dall’app. Oppure ai presents per far girare delle scene preimpostate (una panoramica a 360°? Oppure forse una di quelle scene ormai presenti in qualunque video di matrimonio?).

Parrot Anafi Recensione della videocamera HDR 4K

C’è tanta, tanta roba e ciò rende onore a una videocamera integrata tanto funzionale e dalle riprese mozzafiato (non solo in 4K, eh) quanto apparentemente delicata. Davvero ogni volta che lo vedo atterrare mi prende un colpo, visto che lei è tipo a mezzo centimetro da terra.

La videocamera, dicevo…Sulla qualità, c’è poco da dire perché se già si può creare del materiale in Adobe DNG per le modifiche in Photoshop o Lightroom. Sulle caratteristiche tecniche non starò a questionare perché sono scritte ovunque e dai video mostrati potete percepirne la qualità. Guardate questo…

Mi concentro invece sull’esperienza d’uso, che inizialmente spiazza un po’ per due ragioni:

1) la videocamera sembra molto delicata

2) dal vivo sembra che si muova a una velocità da bradipo. Guardi l’anteprima nel display dello smartphone e va a scatti…Poi però guardi il video ed è assolutamente perfetto, quindi non temete, specie se girate a 4K (cosa, ripeto, tutt’altro che necessaria per chi non ha come visualizzare tale formato o quando oggettivamente non serve una qualità del genere).

Parrot Anafi: cosa c’è che non va?

Il design è bello e soprattutto veloce nel setup: si allagano le ali ed è pronto, con un collegamento lampo al proprio telecomando. Non ha i sensori anti collisione: male, ma dalla Parrot non mi aspetto omissioni immotivate del genere. C’è chi reputa tale scelta con la volontà di non appesantirlo (possibile), come potrebbe anche essere dettata dal creare un apparecchio più mirato alla ripresa, anche a fini promozionali, che alla “guida” per divertimento. Certo, non ci saremmo lamentati con i sensori, ma sapendolo ci si sta ragionevolmente attenti.

Non ho riscontrato problemi con l’aggancio del segnale GPS (grazie al quale è possibile sfruttare la geofencing e la localizzazione) e con il “ritorno a casa”, che anzi è risultato molto preciso, con un margine di errore di pochi centimetri. Prima di tornare il drone sale in quota (20 metri, mi sembra) per poi fermarsi a pochi cm dal suolo, dove basta premere il tasto “Land” sull’app per farlo atterrare dolcemente. Nessun problema al riguardo in ottica principianti, che potranno pure sfruttare funzionalità avanzate come il Follow Me (in pratica il drone vi segue…) e il Flight Plan, grazie al quale si può gestire il movimento del drone in modo automatico.

Per quanto pesante, il telecomando del Parrot Anafi si gestisce in modo piacevole ed estremamente chiaro, dai comandi per la gestione del mezzo fino alle leve per il posizionamento verticale della telecamera (da -90° a +90°) e dello zoom, con possibilità di avviare e bloccare il video (o scattare la foto) direttamente premendo un tasto. Se avete mai preso in mano un controller dell’Xbox o Playstation avrete una sensazione molto familiare. La scelta tra foto/video invece si fa da app, in modo analogo a quanto accade quando nell’app Fotocamera dovete scegliere tra i due formati.

Parrot Anafi Recensione di un controller purtroppo imperfetto

Grande pecca del telecomando è un sistema di aggancio dello smartphone a mio parere mal progettato: che prema sui tasti (volume, ancora peggio accensione) ci sta e basta saperlo per tenere lo smartphone più spostato così da evitarlo, non potevano pensare a tutto. Però il fatto di non poter usare la custodia e/o di non avere un sistema che assicuri allo smartphone di non scappare durante la guida (cosa frequente) sono mancanze da dover colmare perché non è piacevole che accada. E’ possibile acquistare un’estensione per collegarvi un tablet. La trovate qui.

La batteria del Parrot Anafi dura, come promesso, circa 25 minuti e può essere caricata con un cavo USB-C (incluso) anche mentre è staccata dal drone (così da poterne caricare una seconda) senza alcun adattatore, avendo la porta USB-C integrata. E’ compatibile con la ricarica veloce tramite trasformatore adatto (che costa 10 euro e che avrebbero potuto includere, a mio parere), ma anche una powerbank va bene se si va in giro e non si hanno prese di corrente a disposizione. Anche il controller è a batterie e si ricarica alla stessa maniera, ma lì la batteria non si può cambiare al volo. E’ davvero ottimo che l’app segnali in modo chiaro, con percentuali a bella vista, la carica residua.

Togliere la batteria (sotto la quale c’è la microSD, tra parentesi) è facilissimo, come anche montarne una seconda che però costa 99 euro e va acquistata a parte.

A proposito di accessori, suggerirei l’acquisto di una valigetta che possa accogliere sia l’Anafi che il controller, dato che quest’ultimo è un discreto mattoncino. Ho visto che le vendono fatte apposta, ma se volete risparmiare qualcosina potete comprare quelle rigide con uno strato in EVA da poter modellare a piacimento per creare delle nicchie apposite per i vari pezzi.

Attenzione al prezzo invece del drone: come detto, oscilla tra i 600 e i 700 euro, con sbalzi improvvisi dove entrano in gioco 20-30 euro, quindi non pochi. Alla data di pubblicazione della recensione in Italia si assiste all’ottimo ribasso a 594 euro, record in Europa dove non si schioda sotto i 620 e rotti. Il massimo raggiunto in Italia, invece, è 699,90 euro di Luglio 2018.

Giudizio globale (qualità/prezzo): 

 

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N.B IMPORTANTE: acquistatelo direttamente da Amazon Italia (come venditore, dico). Non fidatevi di venditori terzi che la offrono “Usata – Come Nuova” a metà prezzo perché è vero che saltuariamente tra i Warehouse Deals ci sono ottimi affari e potete trovarla a meno solo perché la confezione è rovinata ma lì vende sempre Amazon e siete coperti da garanzia di ogni tipo.

Nel caso del metà prezzo si tratta di raggiri con i quali Amazon non c’entra nulla, gestiti da profili che aprono e chiudono di continuo (appare spesso “Nuovo venditore”), chiedendovi di contattarli privatamente a un’altra email. NON FATELO. Solo Amazon infatti vi dà le garanzie di funzionamento, reso e quant’altro…cosa che visto il prezzo, permettetemi l’ovvietà, sono prioritarie a qualunque altra cosa. In quell’altro caso non ricevereste nulla e non ci sarebbe rimborso.

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